Vai al contenuto

La vegetazione etnea è suddivisa in cinque fasce che variano a seconda dell’altitudine.

La vegetazione etnea è molto affascinante e molto varia ed è definita di tipo selettivo, poiché a causa delle condizioni climatiche e a causa dei alcune colate passate, alcune specie naturali sono scomparse.

FASCIA MESOMEDITERRANEA

La prima tra le fasce della vegetazione etnea, si trova dai 500 ai 1000 mt ed è quella MESOMEDITERRANEA.

Questa fascia risulta notevolmente antropizzata: qui si estendono I vigneti, gli uliveti, i pistacchieti, i noccioleti e le coltivazioni di fragole.

Ma in questa fascia troviamo anche boschi di Leccio (Quercus ilex) che raramente sono puri, infatti solitamente troviamo anche il Bagolaro e il Frassino.

Inoltre nello stesso orizzonte si trovano anche boscaglie di Ginestra etnea, sia in forma cespuglio che arborea.

FASCIA SUPRAMEDITERRANEA BASSA

Salendo di quota, dai 1000 metri ai 1700 metri, troviamo la fascia SUPRAMEDITERRANEA BASSA.

Essa è caratterizzata dai boschi di querce caducifoglie ovvero roverelle (Quercus da/echampii, Q. congesta, Q. virg/iana) e dai boschi a Pino larici (Pinus laricio), pianta quasi endemica poiché oltre che sull’Etna, si trova solo in Calabria e in Corsica.

Nella fascia dei boschi submontani, le aree sono perlopiù destinate a pometi e castagneti.

FASCIA SUPRAMEDITERRANEA ALTA

Salendo ancora, tra i 1700 metri e i 2000 metri, al di sopra dei boschi si estende la fascia SUPRAMEDITERRANEA ALTA.

Qui le coltivazioni sono del tutto assenti, invece i boschi montani sono costituiti per lo più da popolazioni di Faggio (Fagus sylvatica), di Betulla etnea (Betulla aetnensis) e di Pioppo tremolo (Populus tremula).

Le faggete etnee vivono in condizioni piuttosto precarie, infatti, non occupano una fascia continua ma si trovano larghi frammenti sul versante settentrionale del vulcano, nelle stazioni più fresche.  

I boschi di Betulla sono decisamente localizzati nel versante nord-occidentale dove conferiscono un tocco di colore con il loro tronco bianco.

Le popolazioni di Pioppo tremolo invece si trovano nel versante settentrionale o in quello nord-occidentale.

FASCIA ALTOMONTANA

Al termine della copertura boschiva, dai 2000 metri ai 2500, vi è una zona scoperta chiamata fascia ALTOMONTANA.

Le uniche piante presenti in questa zona sono: Spinosanto (Astragalus siculus), la Viola dell’Etna (Viola aethnensis), la Peverina (Cerastium tomentosum) e la Violaciocca del Bonanni (Erysimum bonannianum).

Un altro esemplare di pianta presente in questa fascia è la Saponaria (Saponaria sicula), che nasce tra gli spazi lasciati liberi dagli spinosi cuscini di Spinosanto e che colora le sabbie vulcaniche di rosa.

FASCIA CRIOMEDITERRANEA

Infine, l’ultima fascia di vegetazione è chiamata CRIOMEDITERRANEA e da 2.500 m giunge fino ai 2.800 m, oltre la quale non vi è più alcuna forma di vita.

A queste altitudini le condizioni ambientali sono molto severe: bassissima temperatura, coperture nevose e venti costanti consentono l’esistenza solo a pochissime specie che sono quasi tutte endemiche e che non formano addensamenti continui, ma presentano ciuffi d’individui sparpagliati qua e là.

Esse sono: la varietà d’alta quota (aetnensis) del Romice scudato (Rumex scutatus), la Camomilla etnea (Anthemis aetnensis), il Senecione glauco (Senecio aethnensis) e la Costolina appenninica (Robertia taraxacoides).

Verso le punte più elevate, al di sopra dei 2.800 Mt, la neve e la lava calda impediscono la crescita di qualsiasi tipo di vegetazione creando un paesaggio lunare e privo di vita che si può definire deserto lavico.

 

Clicca per valutare l'Articolo!
[Total: 0 Media: 0]
Condividi

Rispondi

LE FASCE DELLA VEGETAZIONE ETNEA