Vai al contenuto

ATTIVITA’ ERUTTIVA DELL’ ETNA

L’Etna è un vulcano di natura effusiva anche se studi recenti hanno dimostrato che ci sono spesso attività di tipo esplosivo, come l’eruzione pliniana avvenuta nel 122 a.c.

In quell’anno, i cittadini etnei hanno vissuto l’eruzione più terrificante del vulcano.

Un’ eruzione chiamata Pliniana, il cui nome deriva da Plinio il Giovane che per primo descrisse il fenomeno durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.

Questa modalità eruttiva è tipica dei vulcani esplosivi ed è caratterizzata dall’emissione di lava molto viscosa.

Essa non riesce a fluire dal cratere ed impedisce ai gas di liberarsi, provocando l’aumento della pressione interna. Questo porta a far esplodere parzialmente o, nei casi più disastrosi, totalmente il vulcano.

Un esempio di eruzione pliniana è quello di Pompei nel 79 d.c., descritto proprio da Plinio il Giovane nelle sue lettere a Tacito.

ERUZIONE PLINIANA DELL’ETNA

L’eruzione dell’Etna del 122 a.C. è stata la più grande eruzione esplosiva del vulcano Etna.

Fu un’eruzione di tipo pliniano e le conseguenze furono catastrofiche in quanto il peso del materiale piroplastico ricaduto nell’allora città romana di Catania provocò la distruzione di case, fattorie e di molti campi agricoli.

Tra le conseguenze vi fu anche la formazione a 2900 mt di una depressione del diametro di 2 chilometri, chiamata dagli studiosi il Cratere del Piano.

Le seguenti eruzioni colmarono questa depressione e oggi sopra di essa esistono i tre principali crateri sommitali: il Cratere Centrale ed il complesso del Cratere di Sud-Est.

A causa dei forti danni subiti il Senato romano esentò i cittadini al pagamento delle tasse per 10 anni.

Clicca per valutare l'Articolo!
[Total: 0 Media: 0]
Condividi

Rispondi

ERUZIONE PLINIANA